lunedì 29 aprile 2013

Hai davvero pazienza?



Le pescatrici - opera di Alessandro Bruschetti (copyright)
 "Con la sopportazione coltiviamo il rancore, con la pazienza l'amore"
  Margherita


Qualcuno crede che essere pazienti significhi subire passivamente ingiustizie o prevaricazioni, tipo mandare giù bocconi amari e sopportare ad oltranza situazioni  insostenibili, magari covando sentimenti di odio o rancore.

Sicuramente questa non è la pazienza di cui si parla quando ci riferiamo a quel sentimento d'amore che accompagna la vita con fiduciosa attesa, perché ciò che era da fare è stato fatto e  ormai dipende da noi solo la parte che concerne la paziente attesa degli sviluppi.
Come quando il pescatore getta le reti e sa che ne ha riparato tutti i buchi, conosce le correnti del luogo che ha scelto, insomma ha predisposto ogni cosa in modo che la pesca risulti proficua, a questo punto solo la pazienza e poi la sua abilità nel ritirare le reti garantiranno un abbondante pesca.

Quello che riguarda invece quel sentimento di rancore e sopportazione che scambiamo per pazienza è piuttosto un'emozione sulla quale possiamo agire attivamente invocando la benedizione della vera pazienza.
Che quando arriva fa cadere ogni critica nei confronti dell'altro, non perché non si vedano più gli errori, ma perché scatta quel sentimento di compassione, che fa si che possiamo accettare tutto e tutti  per come sono, comprendendo i loro comportamenti come il loro limite attuale.
Da questo punto di vista tutto ciò  che viviamo e che richiede pazienza, può solo insegnarci che gli ostacoli devono essere gli stimoli per guadagnare e non per perdere, autostima, fiducia, coraggio, serenità.

La vita ci insegna, che se di fatto stiamo ristagnando in una situazione che non ci piace e che non tende a sbloccarsi significa che la stiamo sopportando e che contribuiamo inconsciamente a perpetuarla quindi, o non ci abbiamo lavorato abbastanza, oppure lo facciamo in modo inefficace.

A questo punto so che qualcuno potrà dire:"ma come?.... io ce la sto mettendo tutta e tu dici che non ho fatto abbastanza o che ho sbagliato tutto!" Grazie per la comprensione!!!"
Si è vero, finora hai resistito con quella che abbiamo visto essere una tenace ed incrollabile "così detta pazienza". 

Ora la pazienza di cui ti sto parlando,  in realtà è sinonimo di resilienza, che in psicologia indica la capacità dell'uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e uscirne rafforzato e addirittura trasformato positivamente. Il che significa lasciare andare le resistenze per conservare le proprie energie, mentre salire di frequenze e conquistare un nuovo equilibrio sarà la naturale conseguenza della nuova visione.

Tempo fa se qualcuno mi diceva che non gli piaceva qualcosa di me, o qualche mio comportamento, restavo male e provavo risentimento, fino a quando ho realizzato che se io mi piaccio e soprattutto riesco ad accettarmi per come sono, qualunque critica negativa che mi venga rivolta, mi lascia emotivamente indifferente.

Fermo restando il fatto che una critica costruttiva, che punti ad un difetto, oggi riesco ad accoglierla, senza per altro mettere in discussione la mia autostima.
In coscienza però so che quando ci sono resistenze a voler ammettere una certa verità su noi stessi, più che accettare si tende a incolpare l'altro per averci giudicato aspramente.
Ecco è qui che mi sono  accorta, che desideriamo sentirci dire sempre delle cose belle, perché almeno gli altri possano accettarci, dato che noi stessi non ci stiamo accettando abbastanza. 
Ne consegue che il lavoro da fare è ancora su di noi e precisamente sull'accettazione di noi stessi.
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Se io mi piaccio le critiche le accoglierò come possibilità di riflessione, e ancora se mi piaccio ciò che io dico agli altri uscirà dal mio cuore con sincerità e amore, per questo non posso essere ferita dal fatto che l'altro fraintenda ciò che volevo esprimere, anche se di rimando mi tratterà sgarbatamente.

Potrò essere dispiaciuta per non essere riuscita a sintonizzarmi con l'altro, ma è proprio qui che entra in gioco la  vera pazienza, che passa attraverso il cuore e si trasforma in resilienza.
Oggi naturalmente quando non gradisco consigli o pareri su di me preferisco non chiederli, ma se qualcuno li esprime comunque, anche se sono negativi non mi turba granché.
E se un poco ancora mi turba realizzo che il problema è un problema di comunicazione  e allora mi chiedo se ho fatto tutto ciò che era in mio potere o se posso imparare ancora qualcosa sull'argomento.

Comprendere questo modo di essere pazienti significa lasciar andare anche l'eccesso di rigidità e di autocritica e soprattutto saper perdonare i nostri stessi errori, non per ripeterli ad oltranza, ma perché diventino delle pietre miliari che segnino il nostro cammino, e ci indichino che da quei punti non è più necessario passare.

Con questo spirito affrontare le avversità sarà più leggero, in modo particolare se ci adopereremo per ri-armonizzare la nostra luce interiore . Così invece che la brama di ottenere qualche risultato nel comportamento dell'altro, che soddisfi il nostro ego, coltivare la vera pazienza sarà un gradito compito per migliorare se stessi, nella fiducia, nel non giudizio e nel reale desiderio di cambiamento per un mondo migliore.

Dedicato alla tua rivitalizzazione



martedì 16 aprile 2013

Siamo stati creati per vivere felici



L'uomo padrone di sé pone fine a un dolore con la stessa facilità con cui improvvisa una gioia.

Oscar Wilde


Siamo stati creati per vivere felici e non per soffrire, bensì  per espanderci in ogni direzione, non alla conquista di nuove terre, né al predominio sugli altri, ma alla conquista di noi stessi, per affermare il nostro potere personale e i nostri talenti, oltre che per offrire il nostro servizio e i nostri doni.

Tutti i dogmi, i condizionamenti delle religioni, gli insegnamenti distorti, ci hanno fatto credere che siamo colpevoli, che non valiamo nulla, o che non siamo all'altezza delle situazioni e quindi dobbiamo volare basso e uniformarsi alle leggi del branco.
Da questi valori sono scaturite le guerre e le miserie del genere umano, ma questi sono oramai vecchi e inutili fardelli.... alleggeriamoci!
E’ come se ci trascinassimo dietro un forziere pieno di banconote delle vecchie lire, con la convinzione che siano ancora valori utili e pretendessimo di spacciarle per buone.
Quanta energia sprecata!

Senza che ce ne accorgiamo il nostro subconscio opera nell'ombra, il suo unico scopo è quello di far sopravvivere l' insana emozione della paura
Ogniqualvolta ci apprestiamo a desiderare qualcosa di nuovo e di bello per noi, ecco la forza dell’inconscio, pronta a dissuadere la nostra mente: "No non farlo può essere pericoloso"! oppure se ci apprestiamo ad abbandonare vecchie e obsolete abitudini: "E' la sola cosa che ti rimane, se togli anche questa cosa ti rimarrà"?

Non possiamo esimerci dal riconoscere che a volte siamo in chiusura ed a volte in apertura verso il mondo.

Così, che pare che dentro di noi alberghino due persone, ed è esatto!
Quella che agisce in chiusura è la parte che ha fatto esperienze traumatiche  che sa che quell'esperienza lo ha portato ad un risultato indesiderato, quindi questa volta pensa che potrà evitarlo difendendosi con la paura perché oramai sa come funziona.
Nulla di più sbagliato! Questo è il trucco per immobilizzarti e impedirti di progredire.

Il ricordo di quell'esperienza e del suo  risultato,  sebbene sia oggi  visto con gli occhi di un adulto, porta con sé il peso di un condizionamento profondo avvenuto nell'infanzia.
La cristallizzazione del trauma avvenuto allora impedisce di trovare il coraggio di sperimentare il nuovo, così che a segnare i comportamenti di noi adulti sono  esperienze vissute decine e decine di anni fa.

Occorre fare una totale pulizia di tutti i traumi vissuti nel passato e cancellarne la memoria a livello cellulare.
Come fare?! Oggi abbiamo svariati strumenti per farlo sia a livello fisico che emozionale. Ad esempio eccone alcuni utili in un percorso di consapevolezza: La meditazione guidata per il riequilibrio dei  sette chakra   
Ottimi anche i fiori di Bach, veri e propri armonizzatori emozionali
Fare uso di  una corretta respirazione, dalla quale sappiamo di poter trarre energia vitale;
Senza dimenticare il movimento in cui il corpo è protagonista.

Certo a volte la paura gioca il ruolo determinante perché ci si viene a trovare non di fronte all'emozione che possiamo riconoscere, ma siamo tanto influenzati dalla paura, da assumerne tutti i comportamenti senza neppure più riconoscerla.
Se resteremo fermi nella volontà di continuare su un percorso di crescita personale e di riequilibrio volontario, ci sarà concesso di trovare la strada che ci porterà, non solo ad allontanarci da questi traumi passati, ma ai nostri occhi si aprirà la visione di una nuova realtà, perché ad ogni nuova azione che compiamo con il cuore aperto e uno spirito sgombro dalla paura saremo sorpresi da come  i risultati saranno totalmente diversi da quelli del passato.

Fare chiarezza e vedere tutte le paure, i timori, le resistenze, gli auto-sabotaggi scomparire, ci renderà consci che tutto ciò che ci frena non è più degno di essere preso in considerazione. Man mano ci renderemo conto, che non serve più nessuna resistenza, quando, saldi nella nostra conquistata volontà, spinti dal desiderio di cambiamento vorremo trasformare tutti i vecchi condizionamenti in abilità positive ed arricchenti.

Nell'inconscio risiede una grande potenzialità mal utilizzata fino ad ora dalla maggior parte di noi.
Il nostro compito è farla diventare nostra alleata non in chiusura, ma in apertura, perché possa sprigionare tutta la sua forza e la sua grandezza.
Così mentre svilupperemo, con impegno costante, tutto il potenziale dei doni che abbiamo ricevuto,  ci accorgeremo che tutto ciò coincide con  le passioni e i desideri della nostra vita.

Conquisteremo nuovi valori come la consapevolezza, che siamo esseri divini e che compiamo un’avventura su questa terra per godere, condividere e offrire agli altri  tutti i doni, che abbiamo coltivato per la nostra gioia, e per la gloria della vita stessa.

Dedicato alla tua rivitalizzazione

giovedì 14 marzo 2013

Come realizzare desideri e preghiere: istruzioni per l'uso.





Una sola cosa ti collega con l’esistenza ed e’ la gratitudine. ....E proprio questo e’ lo stato di un uomo religioso. ....Religiosità e’ la gratitudine che provi per l’esistenza. Allora cominceranno ad accaderti dei miracoli. E ti si apriranno le porte dei misteri.
 Osho – The Invitation




Il sole sorge all'alba e tramonta la sera
Dopo l'estate viene l'autunno, segue l'inverno e poi arriva la primavera.
La pioggia nutre la terra e la terra ci dà i suoi frutti.

Vi chiedete perché mai dico queste banalità?
Queste sono leggi della natura che conosciamo così bene, tanto puerili che se qualcuno ce le fa notare sembra quasi un'offesa alla nostra intelligenza.

In realtà noi abbiamo la certezza ogni giorno che quello che sappiamo così bene si ripeterà anche domani.
E come potremmo chiamare questa certezza se non fede o meglio ancora "sapere".
Sapere è diverso dalla speranza è diverso dal crederlo possibile, lo sappiamo che questo succede davvero, ne abbiamo esperienza!
Solo quando preghiamo con questo tipo di certezza sboccia in noi la gioia e la gratitudine per ciò che stiamo ricevendo. 
E' vedere già i nostri sogni realizzati, il vero senso della fede nella preghiera.

Proprio tutte quelle che potrebbero essere giudicate fantasticherie, anticamente si chiamavano preghiera, e chi la praticava in questo modo possedeva le chiavi di questo segreto.
Come le abbiamo dimenticate e come ritrovarle ce lo illustra lo studioso e geologo informatico nonché ricercatore spirituale Gregg Braden nei suoi libri "la scienza perduta della preghiera" e "l'effetto Isaia".
Tenterò di spiegare semplicemente con piccoli esempi ciò che Braden ci insegna  in questi sui testi frutto di annose ricerche.

Il risultato della preghiera, come quello dei desideri che esprimi sarà differente se poni l'attenzione sul cosa vuoi o sul cosa non vuoi. 
Questa semplice distinzione può fare la differenza per ottenere o meno ciò che desideri.

Dici di desiderare più abbondanza, un adeguato lavoro, piuttosto che un compagno/a, una nuova automobile, la salute ecc... e i tuoi pensieri dove vanno?
Per lo più sono orientati alle carenze che si stanno manifestando nella tua vita, alla carenza di finanze, a quanto sarà difficile trovare un lavoro, a quanto soffriamo di solitudine, a come ci è impossibile acquistare una nuova auto o a combattere o resistere a sintomi dolorosi, senza occuparci di come stiamo attraendo tutto ciò, mentre magari ci compiangiamo e guardiamo con invidia chi sta meglio di noi.

Questo modo di pensare ci porta verso l'emozione della paura, della rabbia e dell'impotenza e il risultato di queste emozioni saranno sentimenti di sconforto e di sfiducia, fino a diventare sintomi fisici.
 Perfino l'ansia e la difficoltà a respirare sono frutto di questi pensieri.
Tutti questi atteggiamenti mentali ed emozionali ti faranno dire mentre preghi " si ci vorrei sperare, ma lo vedo praticamente impossibile".

Perché il presente ristagna nella situazione di sconforto e sfiducia senza vedere la possibilità di realizzazione della nostra preghiera? La riposta è già nella domanda stessa!
Lo  sconforto e la sfiducia sono le motivazioni che attraggono la negatività.
La nostra mente lavora in automatico, quando formuliamo mentalmente le preghiere che contengono i desideri che ci farebbero felici.
E cosa otteniamo? Esattamente ciò che ci fa paura e che sentiamo di non volere. Scarsità, solitudine, depressione, dolore.
E' un meccanismo inconscio che abbiamo l'abitudine di adottare senza neppure esserne consapevoli.

Ci sono leggi tanto semplici, che potremmo utilizzare a nostro favore, se solo ci ponessimo attenzione.
Ci sogneremmo forse di accendere i caloriferi d'estate o di tenere le finestre spalancate d'inverno?
Se desideriamo che il nostro giardino sia verde e rigoglioso ci potremmo meravigliare se lo trovassimo secco e ingiallito se non lo abbiamo mai annaffiato?
Tutto il mistero sta proprio qui: il modo più o meno congruente in cui esprimiamo un desiderio o formuliamo una preghiera.

E' tanto semplice che non ci badiamo, noi chiediamo qualcosa con la mente, ma tutto il resto di noi, le nostre emozioni e i nostri sentimenti, e persino le nostre azioni stanno andando nella direzione opposta.
Questo è il meccanismo che scatta dentro di noi quando le nostre preghiere o i nostri desideri sembra che non si realizzino.

Entreresti forse in una concessionaria per l'acquisto di una nuova auto, rivolgendoti al venditore così: "Povero me come sono disgraziato/a non ho un soldo, mi piacerebbe avere quell'auto, ma so di non potermela permettere, sarebbe così gentile da regalarmela?"
Quanto meno il concessionario sarebbe alquanto sconcertato dalla tua richiesta e non ti prenderebbe certo sul serio.
Potresti prendertela con lui perché non ottieni l'auto?
Questo è più o meno quanto facciamo quando formuliamo desideri o preghiere che non si realizzano.

Credo piuttosto che andando dal concessionario lo saluteresti con grazia, magari anche elogiando la  marca delle auto che vende, poi gli chiederesti che cosa vuoi spiegando come mai vuoi proprio quell'auto e il perché ne sei davvero entusiasta.
Sapendo che ti apprestavi a fare un acquisto costoso ti sarai fatto sicuramente i tuoi conti tra debiti e crediti in sospeso.
Una volta presa la decisione faresti la tua ordinazione, lo ringrazieresti  cortesemente, con la certezza che l'auto arrivi al più presto perché l'hai pagata o hai fatto un contratto di pagamento.
Te ne andresti felice e soddisfatto ringraziando anticipatamente per la gioia che hai ricevuto.
Tutta l'operazione ha avuto una sequenza logica e congruente.
Ti è servita la speranza ? Ti è bastato avere  fede? o piuttosto ti è servito sapere come fare e soprattutto avere i requisiti necessari per l'acquisto? 

Così  è anche quando preghiamo!
La formula è semplice:
sentire sufficiente amore per  la cosa che chiedi, sentire la certezza di meritartela, sentire la gratitudine per ciò che hai appena ottenuto.
  
Questo è  quanto occorre quando vogliamo che i desideri o le preghiere  si realizzino.
Ti do atto che può sembrare  difficile ottenere questi requisiti,  forse ti occorrerà lavorare un po' su te stesso per ottenerli, ma presto potrai verificare da solo quale grande alchimia scatena l'unione di amore, fiducia e gratitudine. 
E' qui che con vera maestria potrai vedere entrare in gioco il cambiamento tanto auspicato
E  questo può accadere  con la ricerca della piena integrità che potrai ottenere   accordando i sentimenti e le  emozioni  alla tua mente.
La legge di attrazione risponde in conseguenza a quello che sono i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni. Se c'è congruenza tra questi tre aspetti di noi,  preghiere e desideri saranno esauditi.
L'universo ci chiede in cambio solo gratitudine.

Alleniamoci quindi a dire grazie anche per tutto ciò che già abbiamo, al posto di dare tutto per scontato! Se poniamo attenzione troveremo molte cose meravigliose per cui essere grati e quando vedremo avverarsi i nostri desideri vorrà dire che avremo ritrovato  a pieno l'antico segreto della preghiera che include il vero amore, la saggezza, e  la pace interiore.

Dedicato alla tua rivitalizzazione


mercoledì 6 marzo 2013

La forza del pensiero




"Colui che guarda all'esterno dorme, colui che guarda all'interno si risveglia"                                                 


                                                         Carl Jung



Vi siete mai chiesti come mai è tanto difficile ottenere qualcosa con la sola forza della volontà?
La nostra vera forza è nascosta nell'ombra.

Avete presente un iceberg?
La parte emergente pare enorme, eppure la parte sommersa è molte volte più grande.
Ebbene questo è il paragone che si potrebbe fare tra la parte della nostra volontà, parte cosciente e la parte sommersa, quella che molti definiscono l'ombra o ego.

Quando si è instaurato un sistema di condotta nelle nostre abitudini e con la volontà vogliamo contrastarlo, noi non ce ne rendiamo conto, ma è come se comandassimo alla parte emersa dell'iceberg di andare in una direzione, mentre l'altra parte quella nascosta viene sospinta nella direzione opposta da tutte le forze dell'inconscio.

Per questo motivo quando decidiamo di ottenere qualcosa con la sola forza di volontà, faremo grande fatica.
Per questo motivo si vive in perenne conflitto tra il volere qualcosa e lo sforzo immane per ottenerlo.
Se la resistenza è più grande della volontà si fallisce.
Qualcuno potrebbe pensare, che fare qualche cosa per rafforzare la volontà potrebbe essere una buona strada.

Anche se rafforzare la volontà aiuta ad essere più disciplinati, i nostri desideri spesso non possono essere esauditi, perché il nostro subconscio rema contro la nostra decisione.
Quindi rafforzare la volontà non farà che inasprire la lotta mettendo in gioco maggiormente le forze dell'ego.

Chi guida queste forze che quasi sempre hanno la meglio sulla nostra volontà?
Queste forze sono, guidate dalle esperienze del passato, che ci hanno visto fallire, dalle convinzioni createsi in seguito ad emozioni distorte, dalle credenze nostre e di chi ci ha educato, che hanno convinto l'ego che siamo impotenti o non meritevoli.

Insomma il famoso inconscio collettivo fa da guida a queste nostre forze.
A causa di tutte queste convinzioni distorte il nostro inconscio ha forgiato il suo carattere, di cui oggi è costituito.
Esso non ha mai buttato nulla, non poteva farlo!

Quando qualcuno, in genere delle autorità, dicevano una qualsiasi cosa, il subconscio la immagazzinava senza poter discernere.
Era una forza senza direzione alla quale qualcuno dava una direzione.

Poi sono cominciate ad arrivare le indicazioni contraddittorie e allora la cosa si è fatta sempre più difficile, l'inconscio stesso non sa neppure più quale direzione prendere, a chi dare ascolto.
E allora si chiude nella sola emozione che gli rimane, la paura che lo immobilizza e  sabota i nostri migliori propositi per impedirci di realizzarli, impedendoci anche qualsiasi cambiamento.

Ecco spiegata la forza delle resistenze, che si manifestano per farci desistere dalle nostre migliori ispirazioni e desideri.

E se potessimo darla noi stessi una direzione a questa forza?

Si può, è un sogno che per qualcuno si sta già realizzando.
Per riuscire a buttar via tutto ciò che ci danneggia e ci scoraggia, le vecchie obsolete esperienze, le frustrazioni, che fanno parte di un passato ormai morto,occorrerà fare fatica, ma questa verrà ben presto ricompensata perché potremo illuminare quella forza senza direzione.

In questa nuova era c'è già chi ha aperto la via, e il supporto di tecniche al corpo come la respirazione consapevole, e altre rivolte a ridarci un nuovo equilibrio, ci aiutano in questa nostra grande impresa.
Ecco perché oggi abbiamo la possibilità di indirizzare la forza verso molti nuovi valori, che possiamo sostituire ai vecchi.
L’amore e il perdono verso noi stessi e verso gli altri, la fiducia, l’integrità, l’autostima, il coraggio, la pace.

Completato questo lavoro potremo vedere senza sforzo l’esaudirsi e la realizzazione dei nostri più grandi desideri.
Tutto l'iceberg verrà sospinto istantaneamente nella situazione voluta, perché non ci sarà più alcun contrasto tra quello che desidera il cuore, la mente e anche l'inconscio.
La forza, libera dalla paura e dalle resistenze potrà manifestarsi in tutto lo splendore dei suoi preziosi valori.

Questa è la nuova direzione, in cui avremo a disposizione tutta l'energia che stava nell'ombra, e saremo in grado di attingere alla nostra creatività, che unita alla volontà di agire dà origine alla "forza del pensiero"

Dedicato alla tua rivitalizzazione.

Margherita




lunedì 28 gennaio 2013

I sette specchi Esseni (parte seconda)





La vita ce lo  insegna ogni giorno: esistono sempre, dentro e fuori di noi due principi, che alcune culture come la nostra identificano con bene e male.

Ma  visti dal punto di vista  dei principi del Tao e della medicina cinese essi vengono chiamati Yin e Yang e rappresentano i due opposti, complementari tra loro, che andrebbero ben integrati e equilibrati per farli convivere pacificamente, affinché si diano supporto reciproco, anziché combattersi.

Con questa premessa continuiamo ad analizzare e commentare  il mistero dei sette specchi Esseni, che sono stati oggetto di studio da parte del geologo e ricercatore spirituale  Gregg Braden che li ha portati alla conoscenza del pubblico, attraverso una conferenza intitolata  "Camminare tra i mondi".
Egli sostiene che noi che viviamo in quest'epoca abbiamo ancora un piede nella vecchia concezione del mondo e un'altro nella nuova realtà.

Perché specchi?  La metafora calza benissimo, perché lo specchio ci permette di vederci come non potremmo mai altrimenti.
Dunque continuiamo il percorso:

4) Il quarto specchio Esseno riflette e ti fa riflettere sulle  dipendenze. Gli eventi e le scelte che fai nel corso della vita ti portano a dipendere da qualche cosa al punto che non sei più in grado di farne a meno. Possono si essere dipendenze da droga, tabacco, alcool, ma anche altri sono gli aspetti compulsivi che ti fanno addirittura riorganizzare la tua vita per poterli accogliere, qualcosa di più sottile come il controllo in famiglia o in azienda, la dipendenza dal sesso, o il possedere o generare denaro,  tutte cose che quando diventano ossessive prendono il sopravvento su di te.
E per tener fede a questi, che a volte chiami anche valori, abbandoni a poco a poco la vita che più ami, ma quando sollevi il velo del quarto specchio prendi coscienza che stai tradendo te  stesso.

5) Il quinto specchio ci permette di vedere il perché abbiamo vissuto la nostra vita in un certo modo.
Riflette la possibilità, che quello che hai assorbito dalle azioni dei genitori nei tuoi confronti rispecchi quello che senti nei confronti della  Madre e Padre celesti, cioè dei tuoi creatori in qualsiasi maniera tu li concepisca.
Quindi ciò che senti provenire dai tuoi genitori è il riflesso di ciò che senti nei confronti di te stesso e del divino.
Se ad esempio ti senti giudicato o rifiutato per non aver fatto abbastanza, ( anche se ti sei adoperato al massimo) o credi di non avere realizzato ciò che ci si aspettava da te,  questo specchio rivela quello che pensi di te stesso, cioè hai la percezione di non meritare l'approvazione, prima di te stesso, poi dei genitori e poi su, su fino al Creatore.
Sollevare il velo di questo specchio ti fa uscire da questa credenza e favorisce una comunicazione pacifica.

6) Il sesto specchio ha un nome piuttosto spaventoso " l'oscura notte dell'anima".
Di per sé questo specchio non è portatore di sventure, anzi ci ricorda che la vita e la natura tendono  sempre  all'equilibrio e che ci vuole un essere magistrale per bilanciare quell'equilibrio.
Questo è lo specchio della comprensione ad un livello superiore, dove emergono tutti i condizionamenti vissuti per millenni e la presa di coscienza ci illumina su tutto ciò che nella nostra vita, su di noi e su nostri rapporti non ha trovato fino ad ora un autentica chiave di lettura. E' lo specchio della verità rivelata attraverso l'intuizione del terzo occhio, esclude la mente, l'emozione  il sentimento. Ti fa vivere le esperienze da un punto di vista del tutto nuovo mettendoti completamente a nudo.
Non si arriva a vivere la rivelazione di questo specchio se non si è pronti per farlo. Ogni volta che la vita ti mette di fronte  un problema ti dà anche la possibilità di risolverlo. 
E' un'esperienza dalla quale esci grandemente rafforzato nell'animo, anche se per certi aspetti dovrai ricominciare da capo, ma la tua percezione di te ora è più grande. E' la conquista della fiducia vera nella vita e in te stesso, e mentre ritorni tutto intero a questa realtà esprimi i livelli più alti di maestria.

7)Il settimo specchio Esseno dei rapporti umani è il più sottile e per certi versi anche il più difficile. E' quello che ti da la possibilità di ammettere che ogni esperienza di vita è perfetta così com'è. Ammesso e non concesso che le aspettative degli altri sui risultati della tua vita siano quello che a te occorre per la tua realizzazione, con questo specchio sei  invitato a vivere i tuoi successi o i  tuoi fallimenti senza paragonarli a niente.
Facendo uso di un metro esterno per essere soddisfatto o meno di te stesso sei stato fin ad ora condizionato dal parere di qualcun altro.
Il settimo specchio ti invita ad ammettere che qualunque aspetto della tua vita sia perfetto, per ciò che ti occorre, in qualsiasi momento e qualsiasi  ambito della tua vita stia prendendo in considerazione. L'invito di questo specchio è quello di non paragonarci a niente e nessuno ed essere noi stessi il nostro riferimento per i risultati che raggiungiamo.

Ed eccoci giunti alla fine di questo viaggio attraverso gli specchi Esseni.
Occorre fare un po' più luce sulle credenze, che tengono la nostra mente e il nostro cuore lontano dalla gioia che ci attende da tempo immemorabile.
Il risveglio di quelle parti ancora dormienti in noi è a portata di tutti per accedere alla realtà del mondo nuovo, in cui troveremo pace e nutrimento, se sapremo fare la scelta dell'amore invece di quella della paura.

Sono i rapporti con gli altri che ci danno la misura di ciò che impariamo ogni giorno e della nostra avvenuta guarigione. E per dirla con Gregg Braden. .... noi diventiamo il beneficio di questa guarigione e la portiamo in noi nel sogno ad occhi aperti della vita camminando fra i due mondi del cielo e della terra

Dedicato alla tua rivitalizzazione

Margherita