mercoledì 31 marzo 2010

La metafora della lombalgia




conoscere gli altri è saggezza
conoscere se stessi è illuminazione
Lao-tzu



Perché ho il mal di schiena?
La risposta c'è, ma a volte è nascosta nei meandri del nostro subconscio.

La schiena o meglio la parte lombare della schiena è associata al primo centro energetico(chakra) esso è relativo alla terra, alla stabilità, al lavoro, alla casa, alla madre.
L'organo di senso correlato è l'orecchio.
L'organo di azione correlato a questo centro sono i piedi.

Quando questo centro è in squilibrio l'emozione ad esso collegata è la paura.
Allora crollano le certezze e la stabilità si tramuta in ansia ed immobilità.

Altre fonti dicono che il mal di schiena si verifica quando due opposte situazioni ci tirano in due opposte direzioni.


Il conflitto che ne deriva, si ripercuote con il dolore a livello delle ultime vertebre della colonna.

Siamo da un lato frenati dalla paura, ma nello stesso tempo costretti a ricercare nuove soluzioni.

Da un lato la razionalità ci immobilizza nel conosciuto, nel dovere, nella volontà.
Dall'altra, qualcosa fuori di noi ci spinge a muoverci, sperimentarci in altri ambiti.

La precarietà del lavoro, ad esempio è qualcosa che oggi fa paura a molti, e più siamo spaventati, più l'ambiente ci dà conferma e sostiene la nostra paura.
Questa prende forma e cresce nella nostra mente nutrita anche dalla paura degli altri, seguendo lo stesso processo di tutto ciò che ci condiziona nella vita.

La paura ci sottrae energia ed a questo punto arriva il dolore, che se preso dal lato giusto può essere considerato una grande fortuna, perché il messaggio dell'inconscio è arrivato finalmente a destinazione.

Ora non ci resta che decifrarlo perché ci è arrivato in codice; in fondo l'inconscio comunica come può!

Esso ci indica la via: attraverso l'orecchio ci invita all'ascolto, i sintomi dolorosi sono la voce.
La parte del corpo colpita dal dolore è la metafora, che viene usata per segnalarci un problema.
La paura rappresenta l'immobilità che non è solo a livello fisico, ma anche a livello mentale ed emotivo.
I piedi rappresentano il mezzo per spostarsi.

E se davvero ci ponessimo all'ascolto e provassimo a spostare l'attenzione invece che fuori all'interno di noi?
Potremmo scoprire qualcosa che non abbiamo mai preso in considerazione, cioè che questa minaccia può essere tramutata in un'opportunità per mobilizzare nuove energie, come ad esempio, i nostri desideri, le nostre aspirazioni, i nostri sogni!

Tutto il nostro corpo può essere visto come un libro che ci parla per metafore, se riusciamo a decodificarne il linguaggio ci avvieremo senza ombra di dubbio alla conoscenza di noi stessi.

Margherita





lunedì 1 marzo 2010

Le mie motivazioni



Breve cronistoria

Avevo imparato dall'educazione ricevuta "che il corpo non è così importante come lo spirito" e mi ero adeguata a questo potente condizionamento.

I miei passatempi preferiti erano la pittura, la lettura, la meditazione.

Un brutto giorno, a seguito di un'esperienza scioccante, caddi in uno stato di coscienza alterato, ma per fortuna la mia lunga esperienza di meditazione mi permise di contenere le emozioni quel tanto che bastava per vivere quell'esperienza, in modo perfettamente lucido e cosciente

Fu un'esperienza difficilmente descrivibile a parole.
Un viaggio interiore devastante da un lato, ma edificante dall'altro.

Tutti i miei sensi si erano espansi, i miei sentimenti erano più grandi, la mia comprensione era più grande, la mia visione era più grande ed io sapevo, che avrei dovuto far qualcosa tornando alla normalità, che mi permettesse di mettere in pratica quello che stavo imparando a quel livello.

Giunse infine il momento di ritornare alla vita, cosi detta normale, ma c'era un grande problema: avevo dimenticato quasi tutte le mie abilità, perfino le cose più semplici erano quasi nuove per me.

Dovetti con grande volontà e attingendo alla memoria ricominciare tutto da capo.
Ma la cosa più importante di tutte, anzi la più urgente era quella di poter respirare liberamente.

Non volevo ricorrere ai medici perché sapevo che non avrebbero potuto aiutarmi, almeno non nel modo che io intendevo.

Trascorsero diversi anni in sterili tentativi per riappropriarmi di una respirazione adeguata alle mie necessità.
Fino a quando, un bel giorno, attratta da un irrefrenabile desiderio mi iscrissi ad un corso di shiatsu.

Fu un amore a prima vista, o meglio al primo respiro!
Già dalla prima lezione ci insegnavano un tipo di respirazione che mi diede immediatamente sollievo ed è così che finalmente tornai a respirare!

Da allora sono trascorsi molti anni, ho seguito parecchi corsi e seminari per approfondire lo studio in vari settori e per ampliare le mie conoscenze nel mondo delle energie, delle relazioni umane, della psicologia, ecc., ma il corpo ha ricevuto tutte le attenzioni, con tecniche magari poco usuali per alcuni, quali la bioenergetica, il Taj chi, il Qi gong.

Tutto ciò mi ha permesso di conoscere bene i meccanismi del mio corpo a più livelli, fisico, psicologico ed energetico e inoltre a padroneggiare pienamente la mia respirazione.

Tanto che oggi nei miei trattamenti di shiatsu sono felice di poter proporre il mio collaudatissimo e personale programma di respirazione alle persone che lamentano ansia e difficoltà respiratoria.

Ora che mi conosci un po' di più, avremo modo a breve di condividere in amicizia argomenti e conoscenze.


Margherita