lunedì 24 febbraio 2014

Rigenera le tue cellule, rigenera la tua vita!

            
                                                                     
Più crediamo di non potere, più realizziamo il potere di qualcun altro.
Margherita
  


Da una parte la scienza ci dice che le nostre cellule si rinnovano completamente ogni sette anni.
Dall'altra assistiamo costantemente alla degenerazione del nostro corpo, come se questa rigenerazione non fosse assolutamente vera.
O la scienza ci dice il falso o c'è qualche altro fattore di cui non teniamo conto che interviene a far si che questa rigenerazione sia poi di fatto inutile.
Ebbene ci sono studi avvalorati da eminenti studiosi che il nostro corpo è fatto per durare molto più a lungo di un solo secolo, grosso modo nell'ordine dei 400 anni.
Prendendo le cose dal punto di vista scientifico non ho dubbi che la rigenerazione cellulare avvenga, ma se si guarda la cosa dal punto di vista energetico sappiamo che quello che frena o blocca i risultati  di questo processo sono le frequenze sulle quali vibriamo,  che sono collegate ai nostri pensieri  e di conseguenza alle nostre azioni che a loro volta producono dei risultati ben precisi in termini di rigenerazione cellulare come dicevo in un mio precedente post.

In poche parole la nostra salute e la lunghezza della nostra vita sono il risultato dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Ce lo conferma Lumira la potente sciamana Russa che con  il suo recentissimo libro "Rigenera le tue cellule"  ci indica la via per favorirne il processo.
Siamo stati condizionati da centinaia di anni a credere che la nostra vita abbia la durata di soli 70/80 anni o al massimo, in casi eccezionali, di qualche decennio in più.
Ma questo è un vero e proprio condizionamento mentale, che ci induce a quei comportamenti per cui una tale convinzione non fa altro che diventare auto-realizzante.

Infatti si va in pensione a sessanta massimo sessantacinque anni, e questo a volte è causa di scontento perché la gente è scontenta già da molto prima del lavoro che fa e non vede l'ora di andarci, in pensione!
Salvo il fatto che appena raggiunto lo scopo si dà per scontato che la vita sia in declino e questo induce ad un comportamento,  per la maggior parte  dei casi, di  rassegnazione e di attesa della morte anche se a parole neghiamo di volerla.

Se avessimo la certezza che la durata minima del nostro corpo è quella di qualche centinaia di anni,  a sessanta ci considereremmo già dei vecchi?  Le nostre aspettative di vita sarebbero o no diverse?
Non considereremmo il fatto di avere ancora un sacco di cose da fare, da imparare, da scoprire?

Si è vero viviamo in un epoca in cui l'inquinamento, lo stress, la crisi, ci allontanano da pensieri di soddisfazione personale; ma  meno la nostra vita sarà soddisfacente, più questi pensieri prenderanno il sopravvento, prima sul nostro umore poi sul nostro stato di salute; è un cane che si morde la coda.

Ci lasciamo condizionare dalla società e da quello che si pensa comunemente vero.
Siamo una società che vede lo stato, la classe medica, o la religione, come coloro che ci danno sostegno, protezione, approvazione. A loro diamo il diritto/dovere di dirci quando, cosa e come dobbiamo agire  per il nostro benessere, per la nostra salute, per la nostra salvezza.

Cosa sono tutti quegli acciacchi che avvertiamo come sintomi della vecchiaia che avanza? Si dice comunemente: "è l'età".
Ma non ci accorgiamo che viviamo in un costante stato di allarme e di paura? Per curarci dipendiamo da farmaci che ci avvelenano, alimentiamo i conflitti con lo Stato arrabbiandoci in solitaria davanti alla Tv, coltiviamo i sensi di colpa, retaggio di insegnamenti dogmatici.
Queste sono  le frequenze che emaniamo, questo è il nutrimento quotidiano delle nostre cellule, il risultato dei nostri pensieri e delle nostre azioni.

So bene che in alcuni di voi tutto ciò provocherà un senso di ribellione, ma a che pro?
Probabilmente per difendere ciò che la maggior parte di noi ha sempre creduto, anche se questo va contro i nostri desideri ed è altamente castrante.
Eppure ho sentito dire ad una persona poco più che cinquantenne, che non  ricominciava a studiare il pianoforte "perché tanto oramai......."
 E' il nostro ego che risponde in questo modo,  è la difficoltà a prendere su di sé delle responsabilità che pensiamo non ci competano, o dei diritti che pensiamo di non meritare, anche se riguardano la nostra vita e la nostra salute.
Andiamo contro i nostri desideri e la nostra felicità e ci facciamo scudo con questi pretesti, perché queste credenze, sebbene false sono la nostra zona di confort.

Abbiamo la possibilità di scegliere, perché oggi siamo davvero a cavallo tra due epoche: l'una segue gli antichi schemi e paradigmi di sempre,  l'altra, in una condizione di potere personale, ogni giorno ci offre la conquista di nuovi valori, che aggiungono significato alla nostra vita.
E' questo il primo passo per dar modo alla naturale rigenerazione delle nostre cellule di attuarsi, senza l'intervento di fattori contrastanti.

Se anche tu avverti in quanto esposto,  uno stimolo, o senti che questi pensieri risuonano anche minimamente con qualcosa dentro di te, o addirittura sei già propenso ad accelerare questo processo, ma ti manca solo un po' più di coraggio, ti conforti il fatto che altri stanno già sperimentando questo fantastico cambiamento.

Dedicato alla tua rivitalizzazione


lunedì 17 febbraio 2014

Le credenze



Pensi anche tu che la  signora di questa immagine si prenderà un bel  raffreddore?
Questo pensiero è solo  un luogo comune, una credenza! 

Le credenze hanno in buona parte il potere di guidare le sorti della nostra vita.

Come posso fare un'affermazione di questo tipo? 
Beh ne parlava già, più di trenta anni fa,
Maharishi Mahesh Yogi maestro di MeditazioneTrascendentale!

Una credenza per esempio è che l'ereditarietà sia qualcosa di ineluttabile.
Quante volte abbiamo sentito dire: "Anche mio padre aveva questa malattia, io sono come lui" oppure: "E' di famiglia, mia madre, mia sorella ce l'avevano anche loro".
Tanto che anche la medicina ufficiale consiglia un controllo più accurato per renderti sicuro, che anche tu dovrai curarti per la stessa malattia di cui sono morti tua madre o tuo padre.

Un bel trabocchetto che inganna quasi tutti, perché oramai ci siamo convinti e abbiamo la percezione di essere vittime di un destino che predetermina la nostra sorte e ci impedisce di prendere la responsabilità della nostra vita, perché tanto non abbiamo nessun controllo su di essa.

Che le persone la pensino in questo modo mi ha procurato non poche frustrazioni avendo fino ad oggi scarse possibilità di argomentare in proposito, anzi le rare volte, che ho fatto qualche tentativo mi sono sentita guardare come un' ignorante presuntuosa, che non capiva la gravità della situazione in cui si trovava il soggetto in questione, e sicuramente con nessuna prova concreta a favore di quanto dicevo. 
Di conseguenza quindi per lo più mi sono astenuta, anche se dentro di me  ho pensato: " Si è vero 
le mie conoscenze in fatto  di medicina cinese e gli approfondimenti riguardanti le energie  non sono prove concrete, e le mie intuizioni non possono fornire certezze, per chi vuole razionalizzare sul fatto che abbiamo altre possibilità, oltre a quella di andarcene in giro replicando le malattie dei nostri genitori e dei nostri nonni."

Chiaramente quello dell'ereditarietà è solo uno dei tantissimi esempi che si potrebbero fare nel parlare delle credenze che condizionano la nostra vita.
Oggi la nuova scienza dell'epigenetica e la biologia delle credenze mi viene in sostegno perché è in grado di fornire una risposta più concreta.
Ci dice che i geni sono controllati dall'ambiente, oltre che dalla nostra percezione dell'ambiente.
Perciò in potenza abbiamo la possibilità di cambiare sia il nostro ambiente che la nostra percezione, e ci dice anche che siamo in grado di fornire fino a 30.000 variabili per ogni nostro gene.
E allora perché replichiamo sempre lo stesso modello come se fosse l'unico?
Semplice, perché per lo più le persone hanno delle credenze profondamente radicate dentro di sé, tanto da impedirne il loro cambiamento. E inoltre perché per lo più non sappiamo che la paura e le credenze sono auto-realizzanti, ma possiamo sperimentare che una nuova visione unita al desiderio di realizzarla, lo è ancora di più! 

Molti sono ancora fermi alla visione Newtoniana, che ignora quella della fisica quantistica nonché quella dell'epigenetica, ovvero la scienza che spiega la forza della nostra mente, e le sue potenti capacità creative, che ci vengono rivelate dalle nuove scoperte, ma che già si conoscevano negli antichi insegnamenti perduti. 
Cioè che con  la connessione armoniosa tra mente corpo e spirito possiamo realizzare cose stupefacenti. 
Purtroppo credenze ormai obsolete regolano ancora i nostri atteggiamenti mentali e di conseguenza anche quelle dei nostri geni.
Saremo in grado di partecipare all'evoluzione cambiando le nostre credenze e i nostri comportamenti prima individuali e poi collettivi?
Dipende tutto dalla nostra volontà!

La crisi attuale ci sta offrendo la più grande opportunità della storia umana che possiamo cogliere, se vogliamo, per risvegliare l'antica saggezza ed uscire dai vecchi schemi mentali. 
Un accurato lavoro su di sé, la presenza mentale, e l'amore per noi stessi ci aiuteranno a compiere una grande e miracolosa guarigione. 
Non solo la mente, il corpo e lo spirito, di ognuno di noi è collegato, ma siamo anche collegati tutti gli uni agli altri, come fossimo una sola  grande anima. 
Che lo vogliamo o no ogni essere umano è in pratica coinvolto in questo progetto evolutivo della natura, ma solo chi userà la resistenza invece della forza del proprio potere personale è destinato ancora a soffrire, semplicemente perché non si sta ancora accorgendo di essere nel campo delle infinite possibilità.

Abbiamo sempre avuto la possibilità di scegliere, ma le credenze fino ad ora ci hanno impedito di vederlo e per alcuni sarà ancora impossibile vedere questo cambiamento fino a quando non avremo raggiunto il numero della massa critica.

Abbiamo buone speranze che questo non tarderà a succedere perché sempre più persone si avvicinano alla comprensione, che solo attraverso la conoscenza di sé e l'innalzamento del grado di coscienza il mondo emergerà dall'oscurità  per ritrovare la luce.

 Dedicato alla tua rivitalizzazione