martedì 19 agosto 2014

I miracoli di coraggio e ancoraggio









"Chi troppo in alto sale cade sovente, precipitevolissimevolmente"



Al di là dello scioglilingua e dell'esplicito significato, mi sono sempre chiesta quale enigma nascondesse questo proverbio, che da bambina spesso sentivo citare da mio padre.

La domanda che seguiva al mio ragionamento era: "Perché? .... sovente significa spesso, allora non sempre, quindi significa che alcuni cadono e altri no....."

Da grande poi il mito di Icaro in parte mi dava una risposta, ma nel suo caso il precipitare era giustificato.... lui aveva le ali di cera!
Eppure il proverbio diceva,  quasi tutti quelli che ci provano. sono a rischio.... sentivo che mancava la chiave.

Allora a volte mi dicevo che forse con questo proverbio si voleva sottintendere che non bisogna osare troppo nella vita o sfidare la fortuna o la buona sorte.
O forse che per non farsi male bisogna volare bassi?
Ma nessuna di queste risposte era una vera risposta, nel mio cuore sentivo che mancava la chiave.

Oggi  io conosco la risposta e se avrai la pazienza di seguirmi  presto la saprai anche tu.

Dirai che significa tutto ciò?

Mi spiego: 
Nella notte quando sogniamo il nostro essere libero viaggia nella dimensione onirica, dove si compiono le magie più incredibili senza che noi ci scomponiamo più di tanto quasi mai, se tralasciamo gli incubi.
Il nostro spirito pur viaggiando lontano non si stacca completamente dal corpo, altrimenti moriremmo; c'è sempre un elemento che ci unisce. Potremmo definirlo una sorta di cordone ombelicale che ci consente di restare collegati .

Ma quando torniamo allo stato di veglia quella dimensione svanisce e  tutto ricomincia in questa dimensione, dove ottenere cose poco più che ordinarie ci costa grande sforzo.

Quello che il nostro spirito sa ben fare nella sua dimensione naturale ci è impossibile realizzarlo quando siamo calati in un corpo di carne come il nostro, perché la condizione è ben diversa.
Allora quello che avveniva senza il minimo sforzo nell'altra dimensione, qui ci è veramente impossibile.

Alcuni ardimentosi impiegano tutta la loro energia e il massimo sforzo per ottenere una ben minima cosa. E sapete perché?
Perché manca loro una cosa essenziale,..... il collegamento alla madre terra.

Già, come al nostro corpo occorre il collegamento con lo spirito per avere coscienza della dimensione onirica, altrettanto gli è necessario il collegamento alla madre terra per permetterci  l'ancoraggio; è così che le due polarità saranno collegate.
Questa potrebbe essere la condizione ideale per compiere i cosidetti "miracoli" (cose inspiegabili agli occhi dei più) in questa dimensione.

Possiamo essere spinti dall'ideale migliore del mondo, progettare e avere visioni di futuri bellissimi e pieni d'armonia, gioia, felicità e porci come obiettivo il raggiungimento di queste mete, ma questi sogni per potersi realizzare dovranno essere sorretti, non solo da animo nobile e grande coraggio, ma parimenti da attenzione, pragmatismo e soprattutto forte radicamento alla madre terra.
Dunque le radici sono la chiave!

Se ti trovi a precipitare come pronostica il proverbio, se accumuli molte sconfitte e tutto ciò che credevi una conquista presto la vedi sfumare sotto i tuoi occhi, come se la fatica e lo sforzo non fossero mai abbastanza, forse manca qualcosa di essenziale.

L'osare senza basi è da coraggiosi, o da sprovveduti?
Certo ci sono situazioni estreme in cui dovremo osare per forza... Ad esempio: se siamo in un incendio al settimo piano e sotto ci sono i pompieri ci butteremo dalla finestra nonostante la paura,  anche se non lo abbiamo mai fatto prima e non abbiamo le istruzioni per farlo.

A parte i casi estremi, in cui tra l'altro si rischia di rimanere a lungo traumatizzati, vincere con lo sforzo la paura è davvero un atto di coraggio?
Forse, ma più spesso secondo me è solo una sciocca forzatura, o a volte anche sfrontatezza, superbia, o una faccenda dell'ego, che proprio per paura di rimetterci la faccia, accumula insuccessi.

Secondo questa versione, il coraggio assomiglia ad una sfida verso un'avversario invisibile, un conflitto, una guerra interiore.
Ma ad un'ottava superiore sta un altro tipo di coraggio ed è il caso in cui si compie un' azione con il cuore, ovvero con amore, e si sa..... dove c'è l'amore, la paura resta decisamente fuori causa.
Si compie un'azione come se fosse naturale e agli occhi degli altri appare straordinaria, addirittura un'atto di grande coraggio.
In realtà  alla base di quest'azione c'è decisamente l'an-coraggio!
Ok sembra un gioco di parole, ma possiamo anche chiamarlo radicamento, o se preferite messa a terra.

Come si ottiene questa condizione?
Ci sono svariati  modi, ma mi limiterò in questa sede a citarne alcuni.
Imprescindibile però lavorare sul e con il corpo.
Ecco alcuni esempi: potremo fare giardinaggio o coltivare un orto,  stretching e/o esercizi respiratori, saltare alla corda o marciare sbattendo i piedi al suolo, oppure fare esercizi bioenergetici specifici come il famoso "grounding" che si usa in bioenergetica o ancora farsi fare massaggi o trattamenti per il riequilibrio energetico o possiamo anche.... fare del buon sesso.
Insomma la lista delle cose che si possono fare per radicarsi potrebbe essere molto lunga, ognuno può trovare per  sé  la più adatta al caso.
Un fatto è certo, che se il nostro corpo è ben radicato alla terra, il nostro spirito può viaggiare molto lontano e regalarci intuizioni sempre maggiori da portare su questo piano di realtà.

Fin da piccola ho sempre intuitivamente cercato di radicarmi nella mia vita, ma razionalmente ho imparato cosa significava molto più tardi.
Quello che so per esperienza personale è che serve fare sempre attenzione per mantenere questa condizione, perché basta poco per perderla.... uno spavento, un'arrabbiatura o qualche altra emozione che ci sottrae energia vitale e che ci destabilizza ci porta a perdere questo stato..
Perciò l'allenamento al radicamento è prezioso!
Questo prerequisito è indispensabile oggi per tutti quelli che ritengono di voler salire molto, specie in consapevolezza.

In fondo sono oramai anni che ho trovato soluzione al mio perché iniziale di fronte al proverbio che mio padre citava. Ma solo ora lo realizzo e sono molto contenta di questa, per me, meravigliosa scoperta.
E tutti quelli che precipitano chi sono?

Un corpo sradicato si potrebbe paragonare ad un palloncino che sfugge di mano ad un bambino... questo è il caso del  proverbio! Quando il palloncino sarà già molto in alto e allo sbando totale può succedere qualunque cosa che lo farà scoppiare e ricadere a terra precipitosamente con conseguenze poco piacevoli.
Constato mio malgrado che oggigiorno come molti anni fa il proverbio calza a pennello ancora per molti.                                        
Mentre se il nostro corpo è ben ancorato alla terra, il nostro spirito potrà volare libero come un'aquilone  e volare tanto in alto senza precipitare, perché verrà dolcemente guidato da terra, senza il rischio di perderne il controllo.
Per questo potremo veder realizzate quelle intuizioni  qui ed ora con gioia e senza il minimo sforzo, come succede nei nostri sogni, perché avremo conservato la memoria di quell'esperienza e saremo in grado di riprodurla anche su questo piano di realtà

In sintesi: c'è da aspettarsi che l'alchimia di coraggio (azione di cuore) e ancoraggio (radicamento) compiano veri miracoli!

Dedicato alla tua rivitalizzazione